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Biographia (italiano)
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Biografia Tamara de Lempicka
a cura di Gioia Mori
            


1898
Il primo mistero di Tamara Rosalia Gurwik-Gorska riguarda data e luogo di nascita: non era certo nata nel 1902 come dichiarava, perché nei documenti è riportata la data 1898. Per quanto riguarda il luogo, ha sempre dichiarato di essere polacca nata a Varsavia, mentre – secondo recenti ricerche - il certificato di matrimonio e quello di morte la dicono nata a Mosca. La madre, Malvina Decler (o Dekler), era polacca di origine francese: la famiglia paterna si era trasferita prima in Olanda e poi in Polonia durante le guerre napoleoniche. Il padre, Boris Gurwik-Gorski, era un ricco ebreo russo. Malvina e Boris hanno tre figli: Stanislaw, Tamara e Adrienne, nata a Mosca nel 1899. Il padre scompare presto, all’incirca quando Tamara ha cinque anni, e non si sa se in seguito al divorzio (come dichiarava l’artista) o, secondo alcune ipotesi, suicidatosi. Di fatto, Malvina e i figli sono sostenuti economicamente dai suoi genitori. Tamara assimila la forte identità polacca della famiglia materna e il culto della nobiltà. La nonna Clementine la alleva convincendola di essere straordinaria.

1907
Finge di essere ammalata di gola per poter seguire la nonna in un viaggio nei paesi del Sud. Parte dunque con Malvina verso l’Italia e Montecarlo. Visitano Firenze, Venezia e Roma, per poi andare a Mentone, da dove la nonna ogni giorno raggiunge Montecarlo per giocare al casinò, mentre la bambina impara a dipingere sui sassi, seguendo gli insegnamenti di un giovane francese. Compra in Francia i suoi primi abiti di Poiret. 

1908
La formazione scolastica di Tamara va collocata tra Losanna, a Villa Claire, e l’esclusivo collegio a Rydzyna, in Polonia, nel castello barocco. 

1910
Intorno a questa data, la madre fa eseguire il suo ritratto nella casa di campagna fuori Varsavia, e Tamara racconta che, essendo insoddisfatta del risultato, realizza un ritratto della sorella Adrienne per dimostrare che poteva fare meglio del pittore professionista. Questo fa pensare che avesse già nozioni di disegno, apprese in collegio o con lezioni private, come usava nelle famiglie del tempo. Va a San Pietroburgo con la madre, ospite della zia Stefa e del marito Maurice Stifter, che dirige una succursale del Crédit Lyonnais. Assiste a una rappresentazione di Sheherazade dei Balletti russi di Diaghilev. Dal 1912, anno dell’inaugurazione, scenderanno spesso all’Hotel Astoria, albergo che Tamara predilige per il Giardino d’inverno e il ristorante dal tetto di vetro.

1911
A San Pietroburgo, a una festa in maschera organizzata dagli Stifter, si presenta vestita da contadina polacca con un’oca al guinzaglio. In questa occasione incontra Tadeusz Lempicki, nobile avvocato polacco di ventidue anni, corteggiato dalle più belle donne di San Pietroburgo. Muore la nonna Clementine.

1912
Il nonno Bernard si trasferisce a San Pietroburgo, dove si risposerà nel 1916. Per alleviare il dolore della morte della nonna, la zia Stefa la porta a Parigi, dove conosce diversi membri della famiglia reale Poniatowski.

1914
Risulta trasferita stabilmente a San Pietroburgo presso gli zii, che conducono vita mondana e frequentano molti membri della famiglia imperiale, come gli Jussupov.

1915
Tadeusz Lempicki manifesta l’intenzione di tornare in Polonia, però l’invasione delle truppe tedesche nell’agosto impediscono il trasferimento. Tamara convince lo zio ad autorizzarla a sposare Tadeusz.

1916
Il matrimonio (di cui non si conosce la data di celebrazione), secondo il suo racconto avviene nella cappella dei cavalieri di Malta a Pietrogrado. In realtà, Tadeusz risulterà negli anni successivi appartenere a una chiesa riformata olandese; forse il matrimonio fu celebrato con il rito civile, anche per le ascendenze ebraiche di Tamara. In occasione del matrimonio, così racconta, conosce un diplomatico siamese (o principe: le versioni variavano), di cui si invaghisce e con cui ha una storia appena tornata dal viaggio di nozze. Forse, Tamara era già in attesa di un figlio, perché l’unica cosa certa è che il 16 settembre nasce Marie Christine, detta Kizette. La coppia abita in un appartamento in via Zhokovski 31.

1917
Dopo i moti di febbraio, gli Stifter, Malvina e Adrienne partono per la Danimarca. Tamara e il marito rimangono a Pietrogrado anche dopo la presa del Palazzo d’inverno. Il fratello Stanczyk muore in guerra.

1918
Tadeusz, che sembra facesse parte della polizia segreta zarista, è arrestato dalla Ceka. Tamara si rivolge al console svedese, con il quale attraversa la Finlandia e poi va a Copenaghen. Ritrova il diplomatico siamese e con lui va a Londra e Parigi. Intanto, Tadeusz viene rimesso in libertà e, in giugno o luglio, la famiglia arriva a Parigi. Tadeusz è diventato taciturno e depresso; per un periodo vivono in albergo, vendendo alcuni gioielli di Tamara. Alla fine dell’anno parte con Kizette per Nizza.

1919
La sorella Adrienne, che vive con la madre in una pensione di rue Saunière, si iscrive all’Ecole Spéciale d’Architecture, e consiglia la sorella di iscriversi all’Académie de la Grande Chaumière, dove i corsi sono gratuiti: la scelta di coltivare il suo talento è dettata dalla necessità, visto che Tadeusz non ha intenzione di lavorare.

1920
Alla fine dell’anno si iscrive all’Académie Ranson, tra gli insegnanti c’è Maurice Denis; passa le giornate copiando teste e mani al Louvre o a casa dai libri.

1921
Perlomeno fino al 1921 è Adrienne a sostenerla economicamente. Inizia una storia con una vicina di casa, Ira Perrot, che le offre un viaggio in Italia, dove Tamara studia Botticelli e Antonello da Messina. Segue i corsi di André Lhote, l’unico che riconoscerà sempre come suo maestro.

1922
Fa abitualmente uso di cocaina, lavora febbrilmente e ha un ritmo di vita che pregiudica la convivenza familiare. Espone per la prima volta, al Salon d’Automne, e presenta un ritratto, forse Portrait d’une jeune femme en robe bleue, in cui è raffigurata Ira Perrot. Nel catalogo è indicata con un nome maschile, Lempitzki.

1923
All’inizio dell’anno conosce la scrittrice americana Natalie Barney, che tiene riunioni nella sua casa di rue Jacob ogni venerdì sera. Tra i frequentatori del salotto, ci sono Joyce, Cocteau, Thornton Wilder, Poiret, Isadora Duncan, Colette, Gide. Frequenta locali notturni e lesbici; di questo periodo è l’episodio di travestismo al locale “Rose”. Durante l’anno espone al Salon des Indépendants e al Salon d’Automne. Esce sul numero di dicembre di “La Pologne” la recensione sul Salon d’Automne di Edward Woroniecki, in cui è citata per la prima volta, seppure come uomo.

1924
Avviene l’incontro con Marinetti in un locale (La Rotonde o La Brasserie), durante il quale decidono di andare a incendiare il Louvre, intenzione miseramente naufragata al commissariato, dove vanno a recuperare l’automobile della Lempicka rimossa perché parcheggiata in sosta vietata. Affitta un appartamento in rue Guy de Maupassant 5, e questo obbliga Tadeusz ad accettare un impiego alla Banque de Commerce. La vita familiare è burrascosa: Tadeusz non tollera le sue relazioni, l’uso di cocaina, le notti passate tra locali e bordelli, i rientri al mattino, le ore di sonno indotte dalla valeriana, e poi le lunghe sedute di lavoro, ascoltando a tutto volume Wagner. Il marito e Kizette non rientrano fra le sue occupazioni Espone al Salon des Indépendants un ritratto (forse La bohémienne) e un nudo. Nel catalogo si dice che è nata a San Pietroburgo.

1925
Viaggio a Roma con la madre e Kizette, alloggia all’Hotel Excelsior a via Veneto. Poi si trasferisce a Firenze, dove studia i manieristi, Pontormo e Botticelli. Al ritorno contatta a Milano il conte Emanuele Castelbarco e si accordano per la sua personale. A Parigi espone al Salon des Indépendants e al Salon d’Automne.Inaugura il 28 novembre la personale a Milano, nella galleria Bottega di Poesia: trenta dipinti e diciotto disegni.

1926
Torna in Italia nell’inverno e va a Gardone da D’Annunzio. L’anno lo passa spesso in Italia: sicuramente è a Gardone in settembre e a novembre. In dicembre è a Firenze, dove studia Pontormo. Torna a Parigi per il Capodanno. Espone al Salon des Indépendants Portrait de la Baronne Renata Treves e Le rythme, acquistato dallo scrittore svizzero Cuno Hofer. Al Salon d’Automne presenta Portrait de la duchesse de la Salle e Irène et sa soeur.

1927
Dopo il capodanno torna a Milano. Arriva in treno a Desenzano il 10 gennaio, trascorre dieci giorni al Vittoriale e tenta inutilmente di dipingere il ritratto di D’Annunzio. A Parigi, in primavera, incontra Rafaela, la modella di La tunique rose, La belle Rafaela, Rafaèla sur fond vert (Le rêve). Espone alSalon des Indépendants, all’Exposition Internationale des Beaux-Arts di Bordeaux con Sur le balcon, per il quale riceve un diploma d’onore, e al Salon d’Automne. Esce in febbraio l’articolo Recent  Paintings by Tamara de Lempitzka in “Vanity Fair”. In novembre è pubblicata la sua prima copertina per “Die Dame”, rivista berlinese.Il marito parte per un viaggio d’affari in Polonia

1928
Tadeusz si innamora di Irene Spiess, in Polonia. Tamara implora il marito di tornare a casa, ma alla fine divorziano. Partecipa al Salon di Nantes, al Musée des Beaux-Arts, con Kizette en rose, La belle Rafaela, Kizette au balcon, La tunique rose. Il Museo acquista Kizette en rose. Espone al Salon des Indépendants, al Salon des Tuileries, al XIVéme Salon de L’Escalier alla Comédie des Champs-Elysées, al Salon d’Automne. Secondo quanto dichiarato dall’artista avrebbe tenuto una personale alla Galerie Zak di Parigi e avrebbe partecipato all’annuale esposizione che si teneva a Varsavia a Palazzo Zacheta, ma di queste mostre non esiste traccia. Diviene l’amante del barone Kuffner, sostituendo la ballerina Nana de Herrera. Il barone, sposato con Sara Sarola, è un proprietario terriero, ebreo, di nobiltà austro-ungarica; il castello di famiglia è a Dioszegh, in  territorio ungherese fino al 1920, poi passato alla Cecoslovacchia, vicino Breslavia.

1929
Espone al Salon des Indépendants, al Salon des Tuileries, in maggio partecipa all’Esposizione nazionale universale di Poznan in Polonia, con Kizette [Communiante] e Romana de la Salle, fille du Duc de la Salle. Vince una medaglia di bronzo. La Lempicka ricordava di avere esposto in questo anno alla collettiva Peintres du Nu alla Galerie Colette Weil, e sicuramente espone al Cercle des Artistes Polonais à Paris. Rufus Bush le dà l’incarico di dipingere negli Stati Uniti il proprio ritratto e quello della fidanzata: nel contratto stilato, la Lempicka si impegna a essere a New York per il 14 ottobre. Si imbarca sul transatlantico Paris, a New York alloggia al Savoy. Doveva rimanere negli Stati Uniti per poche settimane, si ferma almeno quattro mesi, fino a tutto gennaio, durante i quali va in New Mexico e Arizona. La madre Malvina, al suo mancato rientro, per dispetto le distrugge i cappelli.A Pittsburgh, al Carnegie Institute, 28th International Exhibition of Paintings, espone Portrait du Docteur Boucard           , Le reve , Kizette au balcon. Mentre è in America, a novembre, al Salon d’Automne  è esposto Myrto.

1930
Durante l’anno Tadeusz e Irene vanno a Parigi per affrontare con Tamara il problema degli studi di Kizette; la ragazza viene mandata nel Surrey, a Weybridge, nella dipendenza inglese del collegio francese di St. Maurs. Va ad abitare nel palazzo in rue Méchain 7, progettato da Robert Mallet-Stevens. In maggio inaugura la prima personale alla Galerie Colette Weil. In giugno si suicida l’amico Jules Pascin, bulgaro, emigrato a Parigi nel 1905: l’evento scuote profondamente la Lempicka. Poco tempo dopo interrompe la sua relazione con Ira Perrot. Partecipa al Salon des Indépendants, al Salon des Tuileries e al Salon d’Automne.

1931
Su “Mobilier & Décoration” di gennaio viene illustrata la sua casa-studio, nel numero di gennaio. Espone al Salon des Indépendants, al Salon des Tuileries e al Salon d’Automne. In maggio, ha una personale alla Galerie Colette Weil: alla mostra viene dato grande risalto dalla stampa parigina. Un dipinto è a Pittsburgh, al Carnegie Institute, 30th International Exhibition of Paintings. Verso la fine dell’anno è a Varsavia, e un suo dipinto è in mostra al Palazzo Zacheta: lo dichiara al giornalista  di “Swiat”, nell’intervista che uscirà il 9 gennaio 1932.

1932
È l’anno con la maggiore presenza alle mostre, e con il maggior riscontro della stampa. Ma è molto difficile dal punto di vista personale. Espone a cinque collettive: al Salon des Femmes Artistes modernes II, alla Galerie du Théâtre Pigalle, conPortrait de Madame Boucard;il Salon femminile è stato ideato da Madame Marie-Anne Camaz-Zoeger nel 1931, e, a partire da quest’anno, la presenza di Tamara sarà costante. Al Salon des Indépendants espone Adam et Eve e Jeune fille aux gants, in vendita a 8.000 franchi: lo Stato compra quest’ultimo dipinto per 1000 franchi. Al Salon des Tuileries espone tre dipinti, tra cui Portrait de Mme Ferry e il Portrait de Me André Morillot. Al Salon d’Automne espone Convalescente. Il 28 ottobre inaugura al 50 di Faubourg Saint-Honoré la Galerie Fauvety, con opere di Gus Boufa, Foujita, Jouve, Kisling, Marie Laurencin, Picasso: Tamara è presente con Les jeunes filles, due volti di donna fra grattacieli, con una grande sciarpa blu in primo piano.Inaugura la propria personale nel suo atelier: su “Annale Coloniale” del 19 maggio esce un articolo sulla festa, in cui si racconta che numerose erano le personalità internazionali e si notano i cappelli delle signore. Tamara è descritta con un cappello rosso e marrone; tutti stavano in piedi, al bar si serviva champagne e frutta fresca, patatine fritte e canapé al caviale. Tra i numerosi articoli usciti durante il 1932, va segnalata l’intervista di Iza Zawlaska pubblicata su“Kobieta Wspolczesna” del 20 novembre, uno dei testi più importanti dell’epoca. In marzo Tadeusz sposa Irene Spiess a Lodz, e Tamara entra in una forte crisi depressiva; inizia in questo periodo il curioso costume di mettere sul tavolo di chi invita lei e la figlia a pranzo del denaro, anche se sono familiari. Durante l’anno inizia una relazione con Suzy Solidor, all’epoca cantante a Boîte de Nuit, che compare in alcuni fotogrammi di un filmato girato quest’anno, conservato negli Archives Pathè, mentre la Lempicka la ritrae. Tra gli uomini che frequenta c’è il chirurgo  russo Sergeij Voronov (1866-1951), famoso negli anni Venti per i trapianti di testicoli, prelevati dapprima da scimmie e poi da soggetti umani, allo scopo di ottenere ringiovanimento e longevità.

1933
Voronov le chiede di sposarlo. Inizia a frequentare anche Gino Puglisi, italiano, con il quale avrà una lunga relazione. In febbraio muore di leucemia la moglie del barone Kuffner, che ha trasferito la sua residenza a Zurigo. Il vedovo le propone il matrimonio, ma Tamara risponde che “non ha tempo per sposarsi”. Raoul Kuffner acquista il terzo piano nel palazzo di rue Méchain, ma alloggia al Westminster Hotel. Tamara intanto progetta di farsi costruire una villa sul lago di Como e risale al luglio di quest’anno una corrispondenza con l’architetto Giuseppe Terragni, che ha lasciato alcuni appunti per una casa da costruire a Brienno. Espone cinque dipinti al Salon des Indépendants, cinque al Salon des Tuileries, uno al Salon d’Automne e partecipa all’Exposition des Femmes artistes modernes, alla Maison de France, con tre opere. Curiosa iniziativa americana: il “World Telegram” del 19 ottobre annuncia la presenza di due sue opere in al grande magazzino di New York Macy’s, Paysanne polonaise e Jeanne d’Arc.

1934
Il 3 febbraio viene celebrato il matrimonio con il barone Kuffner nella casa di Zurigo, e vanno in viaggio di nozze in Egitto. Il matrimonio è per Tamara una sicura sistemazione sociale ed economica, della quale non ha peraltro bisogno in questo momento, perché “guadagna più di quanto riesce a spendere”, nonostante l’alto tenore di vita. Tra i due esistono accordi precisi, secondo i quali ognuno ha la massima libertà sessuale. La depressione di Tamara intanto peggiora. Espone al Salon des Tuileries Portrait de Mlle Poum Rachou, La Bretonne, Vierge Bleue; partecipa alla mostra Exposition des principales femmes peintres de Paris alla Galerie du Cygne, insieme a Marie Laurencin, Hermine David, Chana Orloff. Altra collettiva femminile, alla Maison de France, Salon des Femmes Artistes Modernes, dove espone tre opere. Alla fine dell’anno, di ritorno dalla Polonia, si ferma a Berlino per salutare alcuni amici; viene fermata per accertamenti, secondo le nuove regole di transito, interrogata ed espulsa.

1935
In maggio, alla Galerie Bernheim Jeune, c’è l’Exposition des femmes peintres: il catalogo menziona una sola opera esposta, ma in una foto della mostra se ne identificano tre: Dormeuse, Jeune fille dessinant, Vierge à la larme. L’esposizione comprendeva anche una piccola retrospettiva di Mary Cassatt. La sua depressione è arrivata a un punto di non ritorno: verso settembre inizia una cura a Salsomaggiore e, secondo il suo racconto, si reca disperata in un convento vicino Parma, dove incontra la Madre superiora poi ritratta nel dipinto ora a Nantes, Musée des Beaux-Arts. La suora, sul cui volto leggeva “tutta la sofferenza del mondo”, riesce a sollevarla; dal dipinto Tamara non si separerà mai, considerandolo il più prezioso. In ottobre fa un soggiorno a Roma.

1936
Va spesso a Vienna e Budapest; in primavera assiste alle corse dei cavalli a Budapest, dove frequenta il barone Hotvani e conduce un’intensa vita sociale. Ciononostante, la depressione è talmente forte che Kuffner decide di chiedere l’aiuto di uno psichiatra in Svizzera. Il 12 maggio Tamara scrive una lettera a Puglisi da Rheinfeld, dove manifesta tutta la sua sofferenza. A marzo, da Bernheim Jeune, per la collettiva Les femmes artistes modernes, espone tre opere.

1937
Al Musée du Jeu de Paume è allestita la mostra Les femmes artistes d’Europe, dove è esposto Jeune fille aux gants, organizzata in occasione dell’Esposizione internazionale. Il Salon des femmes artistes modernes si tiene prima a Praga, in  luglio, e poi in agosto a Parigi: Tamara presenta un dipinto già molto visto, Adam et Eve.

1938
Espone un’opera al Salon des Femmes Artistes Modernes, quattro dipinti al Salon des Tuileries, uno al Salon d’Automne. In inverno i Kuffner sono sul lago di Como, insieme a Kizette. Il barone cede alle insistenze di Tamara e vende molte delle sue tenute.

1939
Aiuta Kizette a preparare un viaggio a Varsavia, dicendole che l’avrebbe raggiunta. I Kuffner organizzano il trasferimento della collezione d’arte antica negli Stati Uniti, poi comunicano ad amici e stampa che vanno a New York per una mostra e danno una grande festa. Il 24 febbraio su “Paris Midi” compare il racconto del cocktail, è descritto pure l’abito che indossa Tamara, un vestito da sera nero ornato con un grande fiore di paillettes. Si tratta di una messinscena: in realtà la coppia ha in programma di andare temporaneamente a New York, per poi andare a L’Avana. Raoul Kuffner era considerato un esperto della produzione di zucchero, e il progetto era di chiedere l’immigrazione negli Stati Uniti attraverso una richiesta dell’Ambasciata americana dell’Avana, come “esperto in agronomia”. A New York, il 2 maggio inaugura alle Paul Reinhardt Galleries la personale. La Galleria era al 730 di Fifth Avenue. Una brochure pubblica una lista di dodici opere recenti, con una biografia di James St. L. O’ Toole. La stampa accoglie scettica il suo lavoro, si parla di virtuosismo,  ma non riscuote successo. Dopo aver passato il mese al Waldorf-Astoria, durante il quale fanno vari viaggi in Pennsylvania e Connecticut, Kuffner va a Cuba, a cercare una casa. Tamara rimane negli States: va a Woodbury, in Connecticut, dove vivono molti artisti europei emigrati e a New Hope, Pennsylvania, dove c’è la colonia di artisti di Bucks County, per una committenza. Poi raggiunge il marito a Cuba, dove si installano in una bellissima casa coloniale. In agosto la sorella Adrienne riceve la Legion d’onore a Parigi. Kizette è in Polonia dal padre, nella casa di campagna fuori Varsavia; gli zii la raggiungono per inaugurare alcuni edifici da loro progettati e le offrono di tornare in Francia anticipatamente con loro. Kizette accetta: alla frontiera con la Germania notano movimenti di truppe: è il 29 agosto, il 1° settembre i nazisti invadono la Polonia. I Kuffner entrano negli States l’11 settembre, con un volo L’Avana–Miami. Forse hanno documenti falsi, entrano come cittadini cechi e dichiarano di voler risiedere in California. Si recano a New York, dove iniziano le pratiche per far espatriare i figli. A Pittsburgh, al Carnegie Institute, 38th International Exhibition of Paintings, èesposto L’homme à la guitare, riprodotto su diversi giornali locali.

1940
Il “New York Lights” dell’8 gennaio racconta che in un’epoca in cui i newyorkesi hanno la mania delle mani pulite e delle unghie corte arriva Tamara a fare una rivoluzione: è ossessionata dalle mani e trova che siano un elemento che da sole riempiono una tela. “Tutti se le guardano – dice - specialmente nei locali notturni”. In febbraio le numerose note della stampa californiana li seguono a San Francisco e Los Angeles. Qui alloggiano prima al Beverly Hills Hotel e poi prendono la casa di King Vidor a Coldwater Canyon, una sistemazione onerosa. Tamara inizia a dare feste con duecento-quattrocento invitati. Conosce Greta Garbo, il suo idolo, che diventa per lei una specie di ossessione; ogni volta che parla con la stampa la cita, e annuncia che sta dipingendo un suo ritratto. Compare in almeno dodici giornali la foto di Joffé in cui è ritratta in tutta la sua ricchezza: cappello nero con veletta, unghie laccate, tre file di perle, orecchini e bracciali con diamanti. Comunica all’Associated Press la promozione di un concorso per trovare una modella per il dipinto À l’Opéra, che assomigli a quella di Suzanne au bain, fatto in Francia. I giornali comunicano che si presentano più di cento concorrenti, e “Life” del 10 giugno pubblica la foto della vincitrice del concorso, Cecilia Myers, studentessa dell’Università della California. In realtà il concorso non c’è mai stato, Cecilia era un’amica della figlia di un’amica, la manovra è solo pubblicitaria. Queste trovate hanno il loro effetto: Tamara diventa un’artista molto ricercata e considerata un’artista importante. A fine luglio arrivano a Beverly Hills Kizette e Louisianne Kuffner, nata dal primo matrimonio del barone, che sono scappate dalla Francia con documenti falsi. Tamara presenta Kizette come sua sorella, visto che dichiara di non avere figli. Anni dopo, racconterà che le due ragazze erano arrivate negli Stati Uniti per interessamento di Eleonora Roosevelt, alla quale aveva scritto, ma sembra una delle sue invenzioni. In California i giornali iniziano a parlare delle sue feste di beneficenza, organizzate per i British American Ambulance Corps, a cui partecipano molti divi di Hollywood, fra i quali Douglas Fairbanks jr e Merle Oberon.

1941
Incomincia già all’inizio dell’anno la campagna stampa per la mostra di aprile a New York, dando ricevimenti iniziano il pomeriggio e finiscono la mattina dopo. Il barone Kuffner si dilegua, va a caccia in Montana. Il 24 marzo, il “New York World Telegram” racconta il suo arrivo alla stazione di New York “con varie libbre di gioielli e una spettacolare borsa da viaggio confezionata con la pelle di un cinghiale intero [...] con un anello che deve pesare mezza libbra”. Nelle interviste che rilascia parla sempre di Greta Garbo (“è sempre piena di vita!”) e della sua vita a Beverly Hills, tanto che il “New York Journal” commenta: “La baronessa ha più interesse a parlare di Hollywood che delle sue pitture”. Il “Sunday Mirror Magazine” del 6 aprile la definisce “la baronessa del pennello” e racconta che “detesta certe volgarità come ballare e giocare a carte. Le piacciono le sigarette americane e ne fuma tre pacchetti al giorno”. Il 7 aprile, alla Julian Levy Gallery, inaugura la sua personale: Tamara de Lempicka / Baroness de Kuffner: nel titolo inserisce anche il titolo nobiliare... Il catalogo è introdotto da un testo di André Maurois, le opere esposte sono ventidue. In assoluta contraddizione con la vita sfarzosa che conduce a Hollywood, così stravagante da stupire gli americani e interessare la stampa, le opere esposte sono tutte di tematica religiosa o “poverista”. Organizza una festa per l’inaugurazione che richiama talmente tante persone che la fila arriva fino in strada, ma gli unici artisti che la visitano sono Salvador Dalí e Pavel Tchelitchew. Durante i giorni della mostra è distribuito dall’Associated Press un suo articolo in cui dà consigli per sedurre, in una lezione. Diversi quotidiani di vari Stati pubblicano anche i suoi consigli di bellezza e moda. Il gallerista Julian Levy ha l’idea di fare una mostra itinerante, attraversando in treno gli States, da New York a San Francisco. La mostra arriva a San Francisco in settembre, alle Courvoisier Galleries, e il 15 ottobre viene inaugurata a Los Angeles, alla Julian Levy Gallery. La galleria è sul Sunset Boulevard 8704; la stampa locale pubblica le foto di alcune opere e racconta la festa per l’inaugurazione, con cantanti gipsy e danze. Intanto, il barone Kuffner, procede alla separazione dei beni e alla fine dell’anno lasciano la casa di King Vidor per andare ad abitare alla Beverly Hills Tower, con lunghi soggiorni a Santa Barbara e a Palm Beach, Florida, che si protrarranno per tutto il 1942.

1942
Kizette incontra a Stantford Harold Foxhall, geologo, che sposa a Las Vegas, dando poi l’annuncio alla madre per telefono. Tamara è troppo occupata a preparare la mostra di Milwaukee per occuparsi del matrimonio, e si limita a invitare la coppia a un pranzo a Beverly Hills. La mostra a Milwaukee, all’Art Center, inaugura il 2 marzo. Una brochure ha in copertina Mère supérieure e presenta un testo, scritto dalla stessa Lempicka in cui dice: “La tecnica che l’ha resa famosa per la sua maestria classica si può paragonare a quella di Holbein, Memling e Rogier van der Weyden...”. Alla fine dell’anno i Kuffner decidono di andare a vivere a New York: come al solito, dicono ai loro amici che si allontanano per un breve viaggio. All’inizio vanno a vivere al Waldorf-Astoria.

1943
La coppia compra un appartamento su due piani, sesto e settimo, nella 57a strada, con vista sull’East River, di sette stanze e tre bagni,  pagandolo 240.000 dollari. La camera di Tamara è arredata con mobili Luigi XIV provenienti dal castello di Dioszegh. Una sala tappezzata di satin azzurro occupa due piani, con un soffitto alto sei metri e una scala per accedere al piano superiore. Le cornici degli specchi e i tavoli – provenienti dal castello e in origine dorati - sono stati dipinti di bianco. La vita è organizzata tra cocktail, feste e cene al ristorante. Quando Tamara è sola va al Colony, sulla 61a strada, o allo Stork Club. La coppia ha anche una casa in campagna a Westport, nel Connecticut, dove passano le giornate a studiare le leggi americane. Tamara ha crisi depressive che si alternano a giorni di euforia, durante i quali lavora senza sosta a dipinti con nature morte. A volte va a Washington, dove vive Kizette con il marito.

1944
Fa arrivare a Parigi, per il Salon d’Automne Jeune fille hollandaise.

1945
I Kuffner ottengono la cittadinanza americana, e partono per l’Europa.

1947
Dipinge una serie di tele in “stile” surrealista, ma anche ritratti figurativi.

1948
Il barone Kuffner è costretto a vendere la propria collezione di opere d’arte antiche; l’asta avviene il 18 novembre, ma il ricavato è basso, 28.775 dollari. Tamara viaggia in continuazione, vive quasi negli alberghi portandosi dietro i dipinti che lascia negli hotels e ritrova di anno in anno. 1949 Va a Parigi, e incarica Alix Grès – la sua stilista preferita - di farle molti vestiti; però la città è cambiata, e questo la deprime. Vive al Ritz, frequentando poche persone.

1950
A Parigi, al Salon des Indépendants presenta La fuite, e al Salon des Femmes Peintres et Sculpteurs Buste dans les nuages.

1951
Tamara va diverse volte l’anno a Houston, dove vive Kizette. La famiglia Foxhall è aumentata, ora ha due nipoti, Victoria e Christie, alle quali pagherà gli studi nelle scuole private e i viaggi in Europa che considera fondamentali per la loro educazione; cuce a mano i loro abiti, cosa che farà finché si sposeranno. Quando è a Houston alloggia al Warwick Hotel. Ogni anno i Kuffner vanno alla clinica Bircher in Svizzera con Kizette, e vanno a trovare Adrienne a Beaulieu-sur-Mer. Tadeusz muore a Varsavia; integrato nel sistema comunista, era stato nominato console generale di Polonia a Tolosa, ma richiamato nella capitale nel 1950, per la condotta di vita non consona per un paese comunista. Ricoverato in un ospedale, ufficialmente muore di cancro, secondo alcuni amici fu ucciso.

1953
È a Roma, e dipinge un ritratto di Puglisi. Quando torna a New York, pensa di diventare arredatrice. Viene contattata dalla Revlon per elaborare un nuovo rosso per labbra. Inizia una serie di dipinti “astratti”, texture più o meno geometriche, e contemporaneamente continua a realizzare ritratti.

1955
In ottobre a Parigi, alla Galerie André Weill, è presentata la mostra Hélène Gallet et Tamara de Lempicka. Ha mantenuto l’appartamento di rue Méchain, ma vive al Ritz, mentre il marito alloggia al Westminster.

1957
Dalla metà degli anni Cinquanta va periodicamente a Capri, Pompei, Venezia, dove scende al Grand Hotel Excelsior al Lido, mentre il marito al Danieli. In Italia esce il primo libro a lei dedicato, scritto da Gabriele Mandel, La pittrice Tamara de Lempicka. In maggio inaugura a Roma, alla Galleria Sagittarius, unapersonale, organizzata dalla principessa Stefanella Barberini Colonna di Sciarra.

1959
La nipote Victoria la accompagna ad Anacapri; vanno anche a Pompei. Incomincia quell’anno i dipinti a spatola per mimare le pitture di Pompei, con gli stessi colori dei muri, con una tavolozza limitata a pochi colori: beige, ocra, arancio, azzurro.

1961
L’economo di famiglia avverte la coppia che le finanze non sono floride. In particolare, Tamara l’anno precedente ha guadagnato poco. Kuffner decide che non può mantenere ambedue con un tenore di vita così alto, e prende la risoluzione che uno viaggerà in aereo e l’altro in nave, sempre però in prima classe. Il 30 maggio inaugura a Parigi, alla Galerie Ror-Volmar, una personale: i dipinti sono divisi in tre periodi, “néo-cubisme, abstrait, figuratif”, ma la mostra non ha molto successo. Dopo la mostra i Kuffner vanno in Svizzera e in Italia. All’inizio dell’autunno, il barone va in Austria a caccia, Tamara torna a New York. Il 3 novembre il maggiordomo le annuncia la morte del marito; avvenuta in nave, durante la traversata del ritorno, è stato sepolto in mare. Tamara fa celebrare una Messa, alla quale assistono anche Louisianne e Peter Kuffner: sarà l’ultima volta che Kizette incontrerà i fratellastri, per questioni ereditarie non si vedranno più. Il testamento del barone lascia un cifra al contabile e tutto il patrimonio diviso a metà tra Tamara – con la clausola che deve sopravvivergli sessanta giorni - e i figli; nulla a Kizette. Dall’inventario risulta che gli erano rimaste solo quattro dipinti di Tamara, che vengono valutate cinquanta dollari; il denaro ammonta a circa due milioni di dollari, e poi azioni, terreni ed edifici a Vienna, quattro casse di argenti e porcellane provenienti dal castello di Dioszegh. Aveva fatto anche diverse petizioni al governo della Cecoslovacchia per riavere le proprietà requisite durante la guerra. La vita prosegue, e Tamara affronta la campagna stampa per la mostra che inaugura il 20novembre alla Iolas Gallery.    Se le citazioni sulla cronaca sono numerose, non ci sono recensioni critiche, e anche dal punto di vista economico la mostra è deludente. Da allora la Lempicka si rifiuta di esporre per un decennio.

1963
Vende l’appartamento nella 57a strada e molti oggetti provenienti dal castello del marito. Si trasferisce a Houston, al Warwick Hotel, solo dopo qualche anno compra un appartamento a Regency House. I rapporti con i Foxhall sono però difficili, perché avanzano continue richieste di denaro. Durante gli anni trascorsi a Houston, non si sa se per difficoltà economiche, cerca di vendere molte delle cose appartenute al marito, compresa la pergamena con cui l’imperatore Francesco Giuseppe attribuiva il titolo nobiliare al padre di Raoul Kuffner, e l’argenteria. 1964 Va a Venezia con la nipote Victoria per la Biennale: è l’anno del trionfo della Pop Art. Dal Lido si trasferiscono a Palazzo Mocenigo, e il tour prosegue a Pompei.

1966
Françoise Gilot, ex compagna di Picasso, la conosce nello studio del pittore egiziano Raymond Abner; rimane affascinata dalla sua energia e decisione, ma nello stesso tempo è a disagio per la sua invadenza, per l’insistenza con cui la cerca, presentandosi a studio all’improvviso. In realtà Tamara è una persona molto sola.

1967
Inizia a fare d’après dei propri quadri, ma cominciano anche a tremarle le mani. Ogni anno passa tre-quattro mesi in Europa, tra Parigi, Venezia, Zurigo e Cannes, e d’inverno è al Beverly Hills Hotel. I rapporti con famiglia Foxhall sono sempre difficili, e si offende quando Julio Doporto di Buenos Aires chiede la mano di Victoria al padre e non a lei, ritenendosi “il pilastro della famiglia in senso economico e membro più anziano”. Quando la coppia rifiuta il regalo di alcuni mobili antichi di casa Kuffner, annuncia che li disereda, e si presenta alla Rice University, alla quale dona l’argenteria di famiglia, trasportata con un carretto.

1969
In estate è a Parigi, ed è contattata dal gallerista Alain Blondel e dai suoi soci, che desiderano vedere i suoi quadri degli anni Venti e Trenta, che tiene nella soffitta di rue Méchain. La sua prima reazione è definirli “fuori moda”. Il 9 ottobre muore la sorella Adrienne, e partecipa al funerale, a Beaulieu-sur-Mer.

1972
A Parigi, alla Galerie du Luxembourg, avviene la mostra organizzata da Alain e Françoise Blondel, Yves Plantin e Michèle Rocaglia. L’esposizione sancisce il suo ritorno sulla scena, che non amava definire “riscoperta”, perché asseriva che la sua notorietà non aveva mai conosciuto eclissi. Escono numerose recensioni: su “Nouvelles Littéraires”, su “Nouvel Observateur”, che parla di “iperrealismo scultoreo”, su “L’Express”, in cui si riconosce che incarna lo spirito del suo tempo, su “La Galerie”, in cui si parla di “combinazione di modernismo estremo e purezza classica, anticipatrice dell’iperrealismo”. A New York, alla FAR Gallery, è allestita la mostra Women-Femmes-Mujeres-Frauen, con opere, tra gli altri, di Matisse, Rouault, Toulouse-Lautrec, Foujita, Kathe Kollwitz: in questo “parterre” prestigioso compare anche la Lempicka, con La tunique rose, ritrovata al mercato delle pulci di New York, la cui immagine sarà usata per l’annuncio dell’esposizione. A Houston, la nipote Chacha si sposa con Alexander Molinello: alla coppia dona la cristalleria che proviene dal castello e una collezione di suoi dipinti a spatola. Da anni passa l’inverno a Cuernavaca, in una villa che poi acquisterà, Tres Bambus. Trascorre il tempo tra impegni mondani e disegnando i suoi vestiti, sempre accoppiati con enormi cappelli della stessa stoffa. 1973 Avvengono i primi contatti con Franco Maria Ricci, a Parigi, che le propone un volume sulla sua opera.

1974
Ha un peggioramento dell’arteriosclerosi, è depressa e costante è il dolore per il disinteresse delle nipoti.

1975
Le opere della Lempicka ora sono inserite nelle mostre sugli anni Venti e Trenta, considerate come il documento più fedele dello spirito del tempo: a Edimburgo, allo Scottish Art Council, nella mostra Fashion 1900-1939 (che poi passerà a Londra), sono esposte Jeune fille aux gants e Femme au col de fourrure. A Stratford (Canada), alla Gallery Stratford, alla mostra Art Déco 1925-1935, sono esposti Portrait de S. A. I. le Grand Duc Gabriel e Portrait du marquis d’Afflito sur fond d’escalier. A Cuernavaca conosce Victor Contreras e frequenta Canta Maya, ovvero Elizabeth Gimbel, ballerina famosa nella Berlino degli anni Trenta, e Octavio Paz. Alla fine dell’anno decide di vendere rue Méchain.

1976
Dona allo Stato francese un gruppo di sue opere, alcune delle quali sono destinate al Musée national d’art moderne; altre vengono distribuite nei musei di Bordeaux, Nantes, Nizza, Beauvais, Orléans, Le Havre. A Parigi, al Musée des Arts Décoratifs, viene allestita la mostra celebrativa del cinquantenario dell’Exposition del 1925, Paris 1925: sono esposti Portrait de la duchesse de la Salle e Autoportrait. Al Musée du Louvre, vengono esposte le Nouvelles acquisitions du Musée d’Orléans: campeggia Saint Moritz. A Göteborg, in Svezia, alla Galleria von Bartha-Lönn, nella mostra Europeisk Konst, è esposto il Portrait de jeune femme à la colonne carrée. In febbraio è ricoverata a Houston, al Park Plaza Hospital, dove è operata a un carcinoma alla lingua.

1977
Alla fine di aprile è di nuovo in ospedale a Houston, per problemi al cuore; sarà ricoverata anche in maggio e in settembre; la diagnosi parla di insufficienza cardiaca cronica, bronchite cronica, arteriosclerosi. Esce il volume di Franco Maria Ricci, Tamara de Lempicka, con un’introduzione di Giancarlo Marmori e un testo di Aélis Mazoyer, governante di D’Annunzio, che racconta i retroscena della visita di Tamara al Vittoriale nel 1927. Questo la rende furiosa, e considera il libro come un insulto alla propria reputazione. In realtà, il volume scatena la curiosità, anche morbosa, della stampa di mezzo mondo. A Berlino, alla Nationalgalerie, è allestita la mostra Tendenzen der Zwanziger Jahre: sono esposti Portrait de la duchesse de la Salle, Irène et sa soeur, Jeune fille aux gants.

1978
Durante l’anno sono allestite due mostre storiche che comprendono suoi dipinti: a Londra, alla Hayward Gallery, Neue Sachlichkeit and German Realism of the 20s, con  Portrait de la duchesse de la Salle e Irène et sa soeur. A  Parigi, al Grand Palais, alla mostra L’art moderne dans les musées de province, è esposto Portrait de Suzy Solidor. In ottobre va a Parigi, alloggia all’Hotel Trémoille, e si mette in contatto con diversi editori per pubblicare un nuovo libro su di lei, introdotto da Germain Bazin, conservatore al Louvre. In dicembre torna a Cuernavaca.

1979
In novembre riceve da Kizette la notizia che il marito sta morendo di cancro. Tamara chiede alla figlia di andare a vivere con lei a Cuernavaca, in cambio della casa. Kizette le risponde di non volere Tres Bambus, ma denaro. Quando Harold Foxhall muore, il 13 novembre, Tamara è dal notaio a disporre il passaggio di proprietà della casa a Victor Contreras, che la acquista per 100.000 dollari. Nell’atto, viene lasciato l’usufrutto a Tamara, che si impegna a pagare 1500 dollari al mese per le spese di casa e la servitù. Contreras la assiste quotidianamente, va con lei a Messa ogni domenica e le assicura quella presenza di cui Tamara, che ha paura della solitudine, ha bisogno. Comunque, cambierà il testamento almeno sette volte; in uno di questi Contreras è nominato unico erede.

1980
Le persone che le sono accanto la convincono a distribuire il denaro anche fra altre persone, e nel testamento stilato a marzo lascia 50.000 dollari all’infermiera, 100.000 dollari all’orfanatrofio Little Brothers, il resto alla figlia, purché si occupi di lei fino alla morte. Non nomina Contreras, che considera già proprietario di metà delle opere, secondo un precedente testamento. Muore nella notte del 18 marzo, stroncata da difficoltà respiratorie: avrebbe dovuto dormire con la maschera dell’ossigeno, ma la trovano senza. Il 27 marzo una Messa è celebrata nella cattedrale, e poi Contreras e Kizette salgono su un elicottero. È una giornata ventosa, con difficoltà viene raggiunto il fianco del vulcano e le ceneri vengono sparse sul Popocatepetl, secondo i suoi desideri. Viene pubblicato a Tokyo il volume Tamara de Lempicka, con il testo di Germaine Bazin: è la prima pubblicazione scientifica sulla sua opera, ma non l’ha mai vista.